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Geraldo Rivera «Michael era padre competente e assolutamente normale»

Intervistatore: “Hai fatto un’intervista esclusiva con Michael Jackson la sera prima del processo. Secondo te cosa pensava, cosa aveva in mente la sera prima del processo, durante il processo e dopo il processo? E pensi che fosse innocente?”

Rivera: “(sospira) nel 2005 quando quel caso è stato portato al processo a S. Bernardino, California, lui è stato messo sotto processo con lo scenario dell’accordo del caso del 1993, che ha marchiato Michael come un pedofilo. Questa immagine si è sedimentata con le ultime interviste, con Martin Bashir, principalmente, con Ed Bradley, questa non così dannosa ma sempre molto incentrata sul dormire con i ragazzini, quella con Oprah è stata l’ultima buona intervista di Michael, poi ci sono state queste due che lo hanno marchiato come pedofilo. Punto. Il caso è stato rimandato dal 2003 al 2004 al 2005, ma per me era chiaro, come avvocato, che ci fossero un paio di riflessioni da fare. La prima è che era lo stesso avvocato che rappresentava la famiglia della vittima e la famiglia del caso del 1993, che ha guadagnato un enorme accordo economico da Michael. Inoltre lo stesso psicologo ha interrogato la vittima e testimoniato nel 1993. Tutti e due, secondo la mia opinione, si sono fatti la reputazione di avere l’obiettivo di portare l’accusato a trovare un accordo prima di andare al processo. In questo caso, il caso penale, ha annullato il caso civile, ma una condanna avrebbe aiutato la causa civile, portando su l’importo di un eventuale accordo, per questo team di persone orientato agli accordi preprocessuali. Questo è ciò che mi ha fatto sospettare. Poi ho iniziato a pensare anche alla vittima. La vittima era invalida, la vittima era davvero fragile, la vittima era più grande (d’età) delle tipiche vittime che si asseriva fossero i bersagli di Michael. Se Michael avesse avuto davvero questa propensione, poteva aveva intorno a lui un approvvigionamento infinito di bambini non disabili, biondi, in poche parole poteva scegliere chiunque di questi bambini. Perciò ho iniziato a dire a me stesso qual è la prova che il procuratore di San Bernardino ha davvero? Ho iniziato a cercare la prova e non c’era nessuna prova oltre alla testimonianza del bambino e della madre, ricordate le accuse contro di lei per i sussidi, per truffa, anche su altri programmi governativi a cui non aveva diritto, perciò le vittime erano poco credibili, io non credevo ai fatti presunti riportati dal procuratore distrettuale, il procuratore distrettuale aveva puntato Michael Jackson, aveva puntato il Neverland Ranch a San Bernardino, per come la vedo io aveva molte ambizioni politiche.

Ero così certo, in base alla mia indagine, che Michael sarebbe stato assolto dalle accuse, o virtualmente da qualsiasi cosa potesse condannarlo, che scommisi i miei baffi! (risate in sottofondo) Dissi se verrà condannato mi raserò questi baffi che non sono stati rasati dal 1968, sette anni prima che nascesse mia moglie!
Comunque, nel corso di questa mia indagine ho iniziato a dialogare con Michael Jackson, non davanti alle telecamere. Ho iniziato a parlare con Michael e sono diventato, credo di poter dire un confidente. Mi chiamava, qualche conversazione telefonica è stata registrata, mi ha dato un accesso che non ha dato ad altri e alla fine mi ha invitato a casa di sua madre, a Encino, per fare l’intervista per la TV.

Mi hai chiesto come stava prima del processo. La parte buona è che era normale, a parte l’immagine (sorride), Michael aveva uno stile personale davvero “insolito”, ma il modo in cui si comportava con questi bambini era assolutamente normale, sono padre di cinque figli. Come me Michael spesso faceva riferimenti a Nickelodeon o Disney Channel, Captain Crunch o Cheerios. L’ho visto, senza una tata, senza personale, eravamo solo io, Michael e i tre bambini, il più piccolo aveva circa un anno a quel tempo, lui cambiava i pannolini, lui dava da mangiare ai bambini, lui era quello che si prendeva cura in prima persona, era assolutamente competente come ogni altro padre che ho visto e altrettanto normale. Questa è la buona notizia.

La cattiva notizia è che via via che il processo si avvicinava, lui diventava più paranoico, più impaurito, voglio dire, più impaurito dalla prospettiva, ogni volta che accendeva la tv, provate a pensare, qualcuno diceva che sarebbe andato in prigione per 20 o 30 anni, che era malato, che era pervertito… ero spesso con lui e vedevo con i miei occhi Michael raccogliersi in se stesso in un angolo del divano in una stanza, quando non c’erano i bambini ovviamente, una stanza buia dove non entrava un raggio di sole e coprirsi le orecchie come fanno a volte i bambini che non vogliono sentire i genitori dire loro cosa fare o di fare qualcosa. E l’unico modo, quando si comportava così, era essere come un genitore, essere severo con lui, dirgli le cose, smuoverlo.

E come sapete tutti è stato assolto, i miei baffi si sono salvati… sai, dopo il verdetto non l’ho più visto. E’ andato nel Golfo Persico per un periodo, è diventato più solitario e più sospettoso. E’ stato richiamato da questo isolamento, in massima parte perché doveva un sacco di soldi, come Elvis. Erano persone che erano quasi in bancarotta negli ultimi anni della loro vita, Elvis e Michael. Perciò è stato allettato dalla AEG Group, che ora è stata denunciata per la sua morte da sua mamma e i suoi fratelli e sorelle e l’estate, e ha firmato per fare 50 concerti. Sarebbero stati fortunati se avesse fatto 50 minuti di concerto, da quanto era fragile. Quando ero con lui pesava… io peso 160 libbre, lui non poteva essere più di 120, 125 ed era così magro, la sua pelle era quasi traslucida, potevi vedere le vene blu attraverso di essa. E in quel periodo è diventato dipendente dai medicinali, totalmente dipendente dai medicinali, e credo che questo l’abbia ucciso, credo ci sia un aspetto di omicidio colposo in quello che è successo a Michael Jackson”.

Traduzione 4everMJJ MJSFansquare forum