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Steve Barron ricorda la realizzazione del video di “Billie Jean”

di By Liam Allen – 29 Novembre 2010

Ricordo che lui voleva qualcosa quasi di cinematografico, e siccome alcuni addetti dicevano che era davvero un eterno Peter Pan, mi chiesero se potessi realizzare qualcosa di “magico”.

L’anno precedente, avevo avuto l’idea di fare un video Touch con illuminazioni.
L’idea di far illuminare il pavimento in pietra, infatti, deriva proprio da quello.

Il processo è stato piuttosto semplice in realtà, lo invitammo a Los Angeles a girare il video.

Prima di registrare il tutto, Michael ebbe l’idea di voler aggiungere alla scena dei manichini viventi che avrebbero poi danzato dietro di lui. L’idea era grandiosa.

Realizzammo il video prima che uscisse Thriller.
Cinque settimane prima dell’uscita di Billie Jean però, non c’erano fondi per pagare i manichini, il sarto e le danzatrici.
Così l’idea, fu scartata.

Ovviamente, un mese più tardi ottenemmo ugualmente ciò che volevamo, ma per il momento ancora non poteva spingersi così oltre.
E’ stato davvero un peccato, era un ragazzo dolce.

Ovviamente, era molto curioso di tutto, voleva sapere qualsiasi cosa. Non si perdeva nulla.

Poi, all’improvviso… mentre stavo usando la fotocamera che compare anche nel video, Michael iniziò a ballare in un modo così dinamico, è stato mozzafiato.

Sì, sapevo che qualcosa di speciale stava per arrivare sulle scene.

Billie Jean è stato uno dei primi video di un artista di colore, a essere trasmesso su MTV.

Fonte: bbc.co
Traduzione Dangerous boy MJSFansquare forum

Charlie Ray, promoter di “Thriller” e “Bad, e il suo ricordo di MJ

di Charlie Ray 25 Novembre 2009

Ci sono alcuni soggetti sui quali non è saggio essere in disaccordo con l’opinione popolare. Politica, religione e Michael Jackson sono in quella lista di argomenti tabù. Tuttavia ho una certa reputazione per poter correre laddove alcune persone hanno paura di camminare. E mi sento in obbligo di difendere il mio amico Michael.

In conversazioni private con amici dell’industria musicale ho espresso le mie opinioni sui problemi legali di Michael. Alcune persone hanno detto che stavo difendendo un “comportamento inaccettabile”. Non sono d’accordo e faccio presente che non è mai stato condannato. Mantengo e difendo la mia opinione.

Il mio rapporto con Michael è cominciato come un rapporto d’affari. Ho promosso due dei suoi album. “Thriller” è stato l’album più venduto di tutti i tempi per molti anni. Prevedo che continuerà a vendere un numero quasi incredibile di copie per molti anni a venire. Ho promosso sia “Thriller” che “Bad”.

Ho iniziato il nostro rapporto con grande rispetto e ammirazione per il suo talento, il suo saper intrattenere il pubblico, la sua dedizione ai suoi fans e la sua conoscenza innata del mondo dello spettacolo. Il suo giudizio negli affari andava di gran lunga oltre la sua giovane età. Col passare del tempo ho sviluppato un forte affetto per lui, ma anche molta preoccupazione per la sua totale incapacità di riconoscere l’invidia, l’avidità e l’ambizione incontrollata nelle altre persone.

Michael è cresciuto in un mondo fiabesco surreale. Quando aveva solo cinque anni era in tour con i Jackson Five. E’ diventato subito un bambino prodigio. Tutto quello che poteva sognare, ad eccezione di un’infanzia normale, era lì per lui. Era amato e coccolato da tutti intorno a lui. Vedeva centinaia di milioni di fan adoranti che popolavano il suo intero universo. Lui non poteva sbagliare. Non gli poteva succedere nulla di male. Bontà e grazia lo circondavano.

Crescendo, ha applicato le sue competenze negli affari ed è diventato uno dei super ricchi del mondo. Persone più anziane di lui e con più esperienza gli sconsigliavano di pagare 600 milioni di dollari per i diritti di pubblicazione del catalogo musicale dei Beatles (qui mi pare che il numero non torni: se si riferisce al catalogo ATV è costato 47,5 milioni di dollari nel 1985, ndt). Nessuno aveva mai pagato così tanto i diritti per la pubblicazione. Ha seguito il suo istinto ed è andato contro i loro consigli. E si è dimostrata una mossa commerciale molto astuta. Le sua molte decisioni riguardanti la composizione, la produzione, la presentazione e la promozione di “Thriller” erano ugualmente scaltre.

La sua caduta e la sua morte precoce nascono dalla stessa vita fiabesca. Aveva soldi più che sufficienti per comprare tutto quello che poteva immaginare. Non c’era nessuno che avrebbe potuto invidiare. Aveva tutto. Lui era per natura una persona veramente premurosa e compassionevole. Aveva raggiunto il suo incredibile successo senza nuocere a nessuno. Aveva vissuto in un mondo al riparo e isolato dalla gente meschina e rabbiosa.

Le emozioni negative come paura, invidia, avidità, e le ambizioni incontrollate erano concetti a lui estranei. Non era mai stato vettore o vittima di tali pensieri e sentimenti. Comprendeva il significato di questi concetti allo stesso modo in cui la maggior parte delle persone comprende la guerra. Erano cose brutte che accadevano lontano a persone che non conosceva. Esistevano in un mondo a cui non era mai stato esposto.

Ho cercato di spiegargli la cattiveria della gente. Gli ho detto che ci sono due modi per avere l’albero più alto della città. Essere persone che amano farlo, piantando, nutrendo e avendo cura dei propri alberi. O essere persone disadattate, arrabbiate, invidiose, ciecamente ambiziose e amareggiate che abbattono tutti gli alberi degli altri. Mi ha fatto il suo famoso sorriso, ha alzato gli occhi e mi ha detto: “Dovresti avere più fiducia nel nostro prossimo.”

Michael amava la gente. Amava in modo particolare i bambini. Gli piaceva stare con i bambini. Gli forniva un modo indiretto di vivere l’infanzia “normale” che non aveva mai sperimentato. I bambini condividevano un’innocenza che la sua vita da fiaba aveva lasciato intatta dentro di lui. Gli altri adulti avevano perso quell’innocenza. I consigli che gli ho dato hanno dimostrato la mia caduta dalla grazia. Sia io che gli altri che hanno offerto avvertimenti simili siamo stati cinici e incapaci di vedere tutto l’amore e la bellezza che circondava lui e ciascuno di noi.

La prima esposizione di Michael al lato malefico della gente è stata la prima accusa di pedofilia. Nella sua mente era un’aberrazione rara, non era indicativa delle persone in generale. Lui ha adottato la risposta di Cristo, “Perdonali Padre, perché non sanno quello che fanno”. Ha risposto all’avidità dei genitori con amorevole gentilezza. Ha dato loro qualche milione di dollari. Forse avrebbe consentito loro di crescere, essere felici e abbandonare le vie del peccato. Se non altro avrebbe insegnato loro quanto fosse insignificante qualche milione di dollari.

Ho provato a metterlo in guardia che l’accordo extragiudiziale della controversia lo avrebbe segnato come un facile bersaglio per gente simile. Gli ho detto che altri genitori avidi sarebbero stati disposti ad usare i loro figli per estorcere ancora più denaro. Lui non aveva perso la sua fede nell’amore e nella bontà. Il fatto che due poveri genitori mal consigliati avessero ceduto all’avidità non significava che altri si sarebbero comportati nello stesso modo.

Ho evidenziato i lunghi percorsi della carriera consolidata di molti politici. I procedimenti giudiziari vincenti a carico di celebrità hanno portato molti politici senza scrupoli e ciecamente ambiziosi in più alte posizioni di potere. La fame di potere ha spinto persone cattive a fare qualsiasi cosa immaginabile per acquisire potere e abusarne su un numero sempre crescente di persone. Il potere corrompe e il potere assoluto corrompe in modo assoluto. I procuratori hanno quasi il potere assoluto.

Ovviamente è accaduto di nuovo. Un altro gruppo di genitori era disposto a rubare l’innocenza del proprio bambino. Un altro procuratore affamato di potere ha brutalmente usato Michael nel tentativo di ottenere un incarico di più alto livello. Le trasmissioni di news internazionali hanno usato la sua disgrazia per aumentare gli indici di ascolto. Si sono uniti nello sforzo di macchiare quello che era rimasto della sua reputazione. Sono diventati disgustosi avvoltoi che banchettavano con la carne sanguinante di una magnifica e graziosa antilope.

Michael ha vinto la battaglia, ma ha perso la sua fede nella fondamentale bontà dell’umanità. Ha lasciato il paese dove era nato. Ha cambiato tutta la sua vita. E’ corso via per evitare l’accusa e il processo successivi. Sapeva che sarebbe successo, se fosse rimasto qui. Questo paese che amava tanto non era più sicuro. Sapeva che sarebbe stato tormentato da una lunga serie di procuratori, ognuno di essi desideroso di essere colui che avrebbe messo quella “minaccia per la società” dietro le sbarre.

Mi aspettavo che i resoconti dei media internazionali sulla sua morte fossero legati all’abuso di medicinali. Era legata, tuttavia io so qual è la vera causa della sua morte. Il mio amico è morto per il cuore spezzato. Non poteva vivere nel mondo vizioso e avido in cui era immerso. L’esposizione all’avidità, all’invidia e alla folle ambizione è arrivata troppo tardi nella sua vita. Non ha mai avuto la possibilità di sviluppare l’immunità che la maggior parte di noi sviluppa in età molto più giovane.

La sua morte ha privato il mondo di un grande talento, una persona veramente gentile e generosa e l’adulto più innocente che io abbia mai conosciuto. Spero che i genitori e i procuratori che ci hanno fatto questo si trovino nella parte peggiore dell’inferno di Dante.

Come commento di chiusura mi sento di dire: “Non chiedere per chi suona la campana. Suona per te”.

Fonte: articlesadv.com
Traduzione 4everMJJ MJSFansquare forum

John Landis «Era come andare a spasso con Gesù»

Silvia Maria Perfetti New York 30 Giugno 2009

42.669.747, e la cifra continua a salire. Questo il numero delle persone che, negli ultimi giorni, sono state su Youtube per vedere Thriller, il video di Michael Jackson diretto da John Landis. Abbiamo raggiunto il regista di questo rivoluzionario mix di pop music, cinema e zombie a Londra, dove sta preparando il suo nuovo film, Burke and Hare, sui celeberrimi assassini e commercianti di cadaveri nella Scozia ottocentesca. E lui ha accettato di parlare, per la prima volta, della superstar appena scomparsa.

Michael Jackson l’ha chiamata dopo aver visto Un lupo mannaro americano a Londra…
«Gli era piaciuto tantissimo, in particolare la metamorfosi del lupo mannaro ideata da Rick Baker. Così mi ha telefonato: “Voglio trasformarmi in un mostro!”. Gli ho portato un libro pieno di fotografie di mostri del cinema. “Che paura!” diceva con quella sua voce alta, tutto contento. Personalmente, non ero molto interessato all’idea di fare un video musicale, ma Michael era un star così enorme, Thriller era già l’album più venduto di tutti i tempi, che avrei potuto approfittare della sua fama per resuscitare la proiezione dei cortometraggi nei cinema. Infatti il video di Thriller è lungo 14 minuti perché è un “two reeler”, cioè dura due rulli, come una comica di Laurel e Hardy, o come un cartoon di Bugs Bunny. A Los Angeles Thriller è uscito in sala insieme a una riedizione di Fantasia. È stato un successo enorme. Inoltre, lavorare con Michael mi avrebbe finalmente dato la chance di girare un numero musicale di altissimo livello: non come quelli con John Belushi e Dan Aykroyd in Blues Brothers, che erano intenzionalmente goffi».

Come avete lavorato al design del video?
«Michael voleva a tutti i costi diventare un mostro ma, essendo il mio protagonista, non potevo renderlo troppo brutto. Così abbiamo scelto quel make up da “gatto mannaro” dietro a cui si intravedono ancora le sue sembianze. Poi abbiamo ambientato l’inizio del video negli anni Cinquanta – come un film da drive in alla I Was a Teen Age Werewolf. Così, quando con il balletto degli zombie si passa al look Anni 80, il salto culturale è molto divertente. Un’altra cosa importante era rendere Michael sexy. Nei suoi video precedenti era solo o ballava con altri uomini, qui invece gli abbiamo messo vicino una ragazza molto bella, Ola Ray, con quegli occhi enormi. Certo, il fatto che Ola fosse stata una playmate ci ha creato un po’ di problemi perché la madre di Michael è Testimone di Geova, ma alla fine abbiamo risolto anche quello. Michael mi piaceva molto. Ed era un gran professionista: lavorava sodo, non importa quante ore ci volessero per arrivare a un passo perfetto».

Lei ha raccontato che sul set di Thriller Jackson riceveva le telefonate delle star più impensabili: Fred Astaire, Marlon Brando, Nancy Reagan, Elizabeth Taylor… Perché lo amavano a quel modo?
«Non saprei. Era dolce, vulnerabile, un artista straordinario. Effettivamente, specie in quel periodo, Michael era il centro di una specie di uragano di superstar. E stranamente era amico di persone molto più anziane di lui: anche impensabili, come la moglie di Walt Disney, Lillian, o Fred Astaire. E Jackie Kennedy Onassis, che è venuta a trovarlo una notte sul set di Thriller. Stavano lavorando insieme a un libro. Pensandoci, è curioso. Michael non aveva amici della sua età: erano tutti più vecchi di lui o bambini».

Si può dire che «Thriller» abbia eliminato la segregazione razziale alla programmazione di MTV?
«Michael lo ha fatto per MTV prima ancora di Thriller, già con Beat It e Billy Jean: è stato il primo artista nero i cui video sono stati programmati regolarmente».

Come sono continuati i vostri rapporti dopo «Thriller»?
«Ci parlavo spesso, anche se ci vedevamo con meno regolarità. Michael è sempre stato circondato da moltissima gente. E la quantità di denaro che gli pioveva addosso era talmente inimmaginabile… Non sempre le scelte che venivano prese – a volte dallo stesso Michael – erano fatte per il suo bene… Non abbiamo lavorato insieme fino a quando, parecchi anni dopo, la Propaganda Films mi ha chiamato per il video di Black or White. Avevano tentato invano di farlo lavorare con David Lynch, David Fincher, Julian Temple… Alla fine hanno cercato me, sperando che Michael mi avrebbe ascoltato. Il mio vero compito era quello di presentarlo “al meglio”, cioè cercare di non farlo sembrare completamente matto. A differenza di Thriller, che era veramente un mio progetto, qui l’input era suo. Ma non è che avesse idee molto precise. Infatti Black or White è pieno di stranezze e incongruenze, come quella seconda parte senza musica in cui lui si trasforma in una pantera. Michael era un ballerino fantastico, ma usava gli stessi passi da dieci anni. Così nel video abbiamo introdotto quelle danze etniche, la thailandese, la russa, l’africana, per mostrare quanto fosse magnifico. Abbiamo girato anche un bellissimo numero di tip tap, che però lui mi ha costretto a tagliare».

Fisicamente era già molto cambiato?
«Sì. Tutta quella chirurgia plastica è una cosa che non ho mai capito. Sembrava quasi volesse cancellarsi. «Michael era una persona molto strana. Un grande eccentrico. Non posso parlare in nome suo. Certo, è difficile sopravvivere a una fama del genere. Elvis non ce l’ha fatta. Ricordo che una volta, insieme alla mia famiglia, siamo andati con Michael a Disneyworld. Era come andare a spasso con Gesù: la gente cadeva in trance quando lo vedeva, scoppiavano in lacrime, si buttavano a terra. Stupefacente. La sua scomparsa è un’autentica tragedia. E, come nel caso di John Belushi, mi dispiace per chi non ha avuto l’opportunità di vedere Michael live. Quando ti trovavi con lui in una stanza non percepivi una grande presenza: magrolino com’era sembrava trasparente. Ma sul palcoscenico era una bomba al neutrone: l’energia e il potere che emana erano incredibili. Ho visto concerti dei Beatles, di Elvis, di Sinatra, di Otis Redding, di James Brown… Michael era uno dei grandissimi. Si contano sulla punta delle dita quelli che possono animare un intero stadio come lui. Un performer immenso».

Fonte: www.lastampa.it

Eddie Van Halen racconta la sua collaborazione per Beat It

di Denise Quan, CNN 30 Novembre 2012

Eddie Van Halen siede su un divano del suo studio di casa, fumando una sigaretta elettronica e tuffandosi nei ricordi per il 30° anniversario dell’album capolavoro di Michael Jackson, “Thriller”.

“Sembra ieri, vero?”, dice sommessamente. “Sarebbe stato divertente lavorare con lui di nuovo”.

Van Halen fu un ospite a sorpresa in “Beat It”, il terzo singolo dell’album. Il suo rovente assolo di chitarra durava 20 secondi e ci volle mezz’ora per registrarlo. Lo fece gratis, come favore al produttore Quincy Jones, mentre gli altri Van Halen erano fuori città.

“Mi dicevo: ‘Chi saprà che ho suonato nel disco di questo ragazzo, giusto? Nessuno lo scoprirà’. Sbagliato!” ride. “Grandissimo errore. Alla fine è stato il Disco dell’Anno”.

Il membro della Rock and Roll Hall of Fame ha recentemente rivelato alla CNN cosa successe dietro le quinte della sua emblematica collaborazione con il Re del Pop.


CNN: Quando Quincy ti chiamò pensavi che fosse uno scherzo telefonico.

Eddie Van Halen: Me la presi con lui. Dissi: “Che cosa vuoi, fot…o e così via!” E lui: “Sei Eddie?” Io dissi “Sì, che diavolo vuoi?” “Sono Quincy”. E io pensavo tra me e me, “Non conosco nessuno di nome Quincy”. Lui disse “Quincy Jones, amico”. Ed io “Ohhh, scusa!” (ride)

Gli chiesi, “Cosa posso fare per te?” E lui disse: “Ti piacerebbe venire a suonare nel nuovo disco di Michael Jackson?” Ed io tra me e me pensavo, “OK, io e ‘ABC, 1, 2, 3’. Come può funzionare?”

Non ero ancora sicuro al 100% che fosse lui. Dissi: “Ecco cosa: ci vediamo domani al vostro studio”. Ecco, quando arrivai lì c’erano Quincy, Michael Jackson e gli ingegneri. Stavano facendo dischi!


CNN: Quincy ti diede una qualche indicazione su quello che voleva tu facessi?

Van Halen: Michael andò via attraverso il corridoio per registrare delle parti parlate su un disco per bambini. Credo fosse “E.T.” o qualcosa del genere. Perciò chiesi a Quincy, “Cosa vuoi che faccia?” E lui: “Qualunque cosa tu voglia fare.” E io “Fai attenzione a dire una cosa del genere. Se sai qualcosa di me, fai attenzione quando dici “Fai tutto quello che vuoi!”

Ascoltai il brano, e dissi subito “Posso cambiare alcune parti?” Mi voltai verso l’ingegnere e dissi “OK, dal breakdown, taglia in questa parte, vai a questo pezzo, dal pre-ritornello al ritornello, toglilo”. Impiegò forse 10 minuti per metterlo insieme. E io proseguii improvvisando due assoli.

Stavo terminando il secondo assolo quando entrò Michael. E si sa che gli artisti sono persone un po’ pazze. Siamo tutti un po’ strani. Non sapevo come avrebbe reagito a quello che stavo facendo. Così lo avvertii prima che ascoltasse. Gli dissi: “Guarda che ho cambiato la sezione centrale del brano”.

Ora nella mia mente o stava per farmi buttare fuori a pedate dai suoi bodyguard per aver massacrato la sua canzone oppure gli sarebbe piaciuta. E così la ascoltò, si voltò verso di me e disse: “Wow, grazie mille per la passione, per non essere venuto semplicemente per incidere un assolo, ma per esserti preoccupato della canzone e averla resa migliore”.

Lui era questo genio musicale con questa innocenza infantile. Era un così grande professionista e davvero un tesoro.


CNN: Questa collaborazione sorprese un sacco di gente.

Van Halen: Non dimenticherò mai quando la Tower Records era ancora aperta qui a Sherman Oaks. Stavo comprando qualcosa, e nel negozio suonavano “Beat It”. Arriva l’assolo e sento questi ragazzi di fronte a me dire, “Ascolta questo tipo che cerca di suonare come Eddie Van Halen.” Gli diedi un colpetto sulla spalla e dissi “Questo SONO io!” Fu divertente.


CNN: Come hai spiegato ai ragazzi della tua band che cosa era successo?

Van Halen: Dissi solo “Sapete (alza le spalle) Beccato con le mani nel sacco!” “Dave, voi eravate fuori dal paese!” “Al, tu non c’eri!” Non potevo chiamare nessuno per chiedere il permesso.

Purtroppo “Thriller” impedì al nostro album, “1984”, di andare alla n° 1 in classifica. Il nostro album era lì lì per andare alla n° 1 quando lui si bruciò i capelli in quello spot per la Pepsi, se ti ricordi. E boom, andò dritto alla n° 1 di nuovo!


CNN: C’è un album da allora che ha sconvolto le cose nello stesso modo?

Van Halen: Wow, non lo so.


CNN: Alcune persone citano “Nevermind” dei Nirvana come quello che ha causato una svolta musicale.

Van Halen: Ma non così. Non incrociando un’audience così. I Nirvana hanno avuto un impatto enorme, ma non piacevano a tutti.

Ho un grande rispetto per Michael. Si sentirà tantissimo la sua mancanza. Sarei curioso di sapere quello che avrebbe fatto ora.


CNN: Credo che Quincy abbia detto che ti ha pagato con due confezioni da sei di birra.

Van Halen: Sì, qualcosa del genere. In realtà me le portai io, se non ricordo male.

Penso di non avere nemmeno i crediti sul disco. Dice “Chitarra solista: punto Interrogativo” o “Chitarra solista: Frankenstein” (il nome della sua chitarra).


CNN: Hai più sentito Quincy?

Van Halen: Alla fine Quincy mi scrisse una lettera per ringraziarmi. Era firmata, “Il Fot…o Blah Blah Blah”, ce l’ho ancora. E’ molto divertente.

Fonte: edition.cnn.com
Traduzione 4everMJJ MJSFansquare forum

Il numero di telefono di Michael Jackson

di Dangerousbadgirl 26 Aprile 2003

Il numero di telefono di Michael Jackson si nasconde nel Codice del Prodotto Universale (UPC) usato per la copertina dell’album Thriller. Questa storia inizia agli inizi del 1984, quando Michael Jackson stava diventanto popolarissimo, cavalcando la cresta del successo con “Thriller” l’album oggi più venduto della storia. Secondo la leggenda i primi sette numeri del codice UPC dell’album sarebbero il numero telefonico privato di Jackson.
I creduloni provarono a chiamare usando il loro codice di zona locale, il codice di zona per Encino, California (dove Jackson ha vissuto), o il codice di zona gratuito ‘800 ‘inserendo il prefisso della propria residenza. Quelli che come prefisso hanno optato per il codice di zona ‘800 ‘ hanno ottenuto il numero di telefono di una donna di nome Barbara Brown Youngstown, Ohio, che ha cominciato a ricevere dozzine di telefonate dopo che Michael Jackson vinse 8 Grammy Awards a Febbraio.
Quasi tutti negli U.S.A. che avevano lo stesso numero di telefono delle sette-cifra ha ricevuto chiamate che chiedevano di Michael Jackson.
Un parruchiere Bellevue Hair in Bellevue, Washington, dichiara di aver ricevuto circa 50 telefonate al giorno nel massimo della diffusione della leggenda metropolitana. Solo pochi anni prima, la canzone di Tommy Tutone “Jenny (867-5309)” ha indrizzato molte persone a fare quel numero creando la stessa leggenda.
Esattamente come la voce abbia cominciato a girare è un mistero, il fascino del grande pubblico per l’individuazione dei significati nascosti nelle copertine degli album e nelle marcature di UPC è forse l’unica risposta. Alcune voci dichiarano che la notizia sia stata diffusa dall’emittente televisiva MTV, ma il responsabile delle pubbliche relazioni di MTV ha dichiato che la rete non ha mai trasmesso un’informazione simile. Anche se le origini specifiche di questa voce sono sconosciute, la scelta di mistero e riserevatezza sull’argometno da parte di Michael Jackson è certamente facile da capire.

Bruce Swedien racconta la realizzazione di Thriller traccia per traccia

1 Ottobre 2009

Thriller di Michael Jackson è (e probabilmente rimarrà) l’album più venduto di tutti i tempi. Pubblicato nel 1982, ha generato sette singoli e ha vinto otto Grammy Awards, vendendo circa un milione di copie a settimana al culmine della sua popolarità.

Uno dei protagonisti chiave nella creazione dell’album è stato l’ingegnere del suono Bruce Swedien che ha recentemente raccontato a Future Music la storia dietro la realizzazione di Thriller, dando loro una guida nel processo traccia per traccia.

Startin’ Somethin’

Trapela che, pur con tutti i talenti coinvolti, Bruce non ha mai pensato che Thriller avrebbe avuto così tanto successo. “Penso che chiunque avesse le palle di dire questo sarebbe un bugiardo, perché non lo sai davvero fino a che non esce in pubblico e dicono ‘wow questo è veramente buono'”, ammette. “Quello che tutti abbiamo fatto è stato seguire Quincy Jones lungo il percorso della più grande musica che potevamo fare e con la passione per i dettagli. Quincy è un uomo straordinario con cui lavorare e Michael lo stesso. Voglio dire, ci siamo divertiti un mondo.

“Michael non è mai stato in ritardo a una sessione, semmai arrivava presto. Inoltre non ricordo di aver mai registrato Michael con i testi di fronte a lui. Rimaneva alzato la notte prima per imparare a memoria la canzone o le canzoni che stavamo per registrare. Non credo che ci siano molti artisti che lo fanno”.

Parlando con Bruce sembra che l’album fluisse dallo studio: “Con Michael non c’erano tracce difficili da mixare. Lavorare con Michael e Quincy è facile come bere un bicchier d’acqua. Sono così musicali e la passione per la qualità che condividiamo ha reso lavorare su questi progetti – soprattutto Thriller – molto facile”.

Thriller è stato registrato al Westlake Audio di Los Angeles, dove Bruce aveva precedentemente lavorato. “Amo quello studio, è semplicemente fantastico,” dice. “La stanza in cui registri è importante tanto quanto i microfoni. Quando registro da qualche parte ho una collezione di 105 microfoni, ognuno l’ho acquistato nuovo e nessun altro lo ha mai utilizzato. Questo protegge la mia integrità sonora. Mi sono abituato a quel suono incredibile. Una cosa del Westlake Audio era che loro conoscevano il valore di curare la manutenzione dell’attrezzatura”.

Wanna Be Startin’ Somethin’

“Questa traccia riguarda le mogli dei fratelli di Michael e come abbiano sempre creato problemi – questa è stata la sua ispirazione. Inizia con un sacco di percussioni. C’è della drum machine e alcune percussioni dal vivo e altre cose. Si tratta di una drum machine Univox. Noi in realtà la abbiamo usata molto sul disco dei Brothers Johnson, e la usavamo in quel momento anche sul disco di Michael. Penso che fosse una SR55. Ho ancora la mia e funziona ancora.

“Per ogni drum machine usavamo un DI (apparecchio usato negli studi di registrazione che prende un segnale ad alta impedenza e sbilanciato e lo converte in uno a bassa impedenza e bilanciato, ndt) per allontanarci dalla risonanza secondaria e dal suono riflesso all’interno della stanza. Inoltre, molte di queste drum machine hanno un sacco di toni bassi, come la Roland con l’808; ha un tono più basso da non credere e se lo senti tramite un altoparlante è fantastico. Perciò, diretto con un modulo e tutto il resto -. accidenti, era fantastica.

“Ho provato un sacco di cose nuove nella registrazione della batteria sul disco di Michael, avevo una copertura speciale della grancassa. Toglievo la parte anteriore della grancassa e piazzavo un paio di pacchi di cenere davvero pesanti all’interno per tenerla ferma e appesantirla. Poi ci mettevo questa copertura con dentro il microfono attraverso una cerniera nella copertura, poi si chiudeva la cerniera, si accendeva e il resto è storia”.

Baby Be Mine

“Qui c’è John Robinson che suona la batteria sulla mia piattaforma che avevo creato per la batteria. Continuo ad usarla e Michael ha fatto tutte le sue parti vocali su quella piattaforma. Non è verniciata ed è di circa 3 metri quadrati e tenere la fonte del suono lontana dal pavimento impediva una risonanza secondaria se stavo registrando altri strumenti insieme a qualsiasi cosa fosse sulla piattaforma.

“Avevamo ovviamente anche dei tastieristi incredibili. Non abbiamo mai assunto qualcuno che non sapesse suonare.

“Abbiamo usato lo stesso microfono e lo stesso preamplificatore in tutto l’album – ho usato il mio SM7 Shure, numero di serie 232, che è uno dei primi. Hanno fatto così tanti SM7 che non ci hanno nemmeno più messo i numeri di serie. Sono stato abbastanza franco su quanto io ami quel microfono, è un gran microfono. E’ dinamico, naturalmente, e ha funzionato alla perfezione con Michael – se ci fate caso potete sentire tutti i testi in modo molto chiaro.

“Il preamplificatore microfonico che abbiamo usato era un Neve 1084. Ne ho due in una custodia di rovere bellissima ed ero solito portarli con me da una sessione all’altra. Quincy diceva che lavorare con me e spostare la mia roba da uno studio all’altro era come lavorare con la Quinta Armata. Devi essere quello dedicato alla parte sonora di un progetto. Devi amare quello che fai”.

The Girl Is Mine

“Questo è stato in realtà il primo brano che abbiamo registrato per l’album. Era un duetto con Michael e Paul McCartney, con cui era una gioia assoluta lavorare. Era un gentiluomo, veniva in studio preparato. Linda McCartney era con lui e ci siamo divertiti tantissimo.

“Avevamo registrato The Girl Is Mine ed era già fuori e pubblicata prima che avessimo finito l’album. Quincy veniva ogni mattina e metteva su un paio di radio locali e tutte trasmettevano The Girl Is Mine, così faceva in modo che prendessimo molto seriamente il fatto che il lavoro doveva essere finito molto rapidamente.

“È interessante che abbiamo sempre registrato con Michael al buio – lui odiava la luce. Voglio dire, avevo un po’ di luce per lui, ma lo studio era assolutamente buio. Penso che una ragione per la quale voleva questo – e perché funzionasse in modo così efficace – è che attraverso il mio studio di acustica e così via, ho scoperto che l’essere umano è innanzitutto un animale visivo, l’udito è il nostro secondo senso. La gente può essere distratta da troppa luce in studio al punto che può togliere attenzione alla musica”.

Thriller

“Quando abbiamo fatto la canzone Thriller, l’apertura in particolare, Rod Temperton – che ha scritto la traccia – aveva previsto che ci fosse un lupo che ululava. All’epoca c’era un film di Sherlock Holmes, Il mastino dei Baskerville, dove c’era questo grosso cane – un alano – che faceva alcuni ululati e, naturalmente, avevo quello in mente.

“Ho pensato automaticamente al mio alano che immaginavo dovesse essere nel mondo dello spettacolo! Così ho cercato di convincerlo a fare quegli ululati e sapete una cosa? Non li ha mai fatti. Lo abbiamo messo nella stalla durante la notte per ascoltare i coyote e avevo il mio registratore pronto a registrarlo. Lui era un cane fantastico, 90 chili, il suo nome era Max. Pensavo ‘non sarebbe bello che facesse lui quegli ululati sul disco?’ ma lui non ne ha voluto sapere! Lui non voleva essere nel mondo dello spettacolo.

“Ma sapete chi è che fa gli ululati del lupo? E’ Michael Jackson, abbiamo dovuto farli fare a Michael, invece, ma li ha fatti alla grande. C’è dentro della roba presa da vari archivi, ma Michael ha fatto quegli ululati del lupo.

“E naturalmente avevamo Vincent Price per la parte parlata. E’ stato grande. C’è una grande storia su Rod Temperton che scrive i testi per quella parte in taxi, sulla strada verso lo studio!

“Per le porte cigolanti sono andato agli Universal Studios di Hollywood, lo studio cinematografico, e ho noleggiato due o tre porte per effetti sonori e le ho portate a Westlake e ho trascorso un giorno intero provando queste porte, microfonando da vicino la serratura. Questa è una vera e propria porta e io l’ho registrata e l’ho aggiunta alla traccia. A pensarci bene, in realtà potrebbe essere stato proprio Michael a fare quel rumore di passi”.

Beat It

“Oh accidenti, il sintetizzatore dell’intro veniva da un banale Synclavier , qualsiasi Synclavier renderà quel suono. Ci piaceva, ma volevamo che tutto fosse irriconoscibile, unico, quindi non volevamo usare quel suono, ma a Michael piaceva e ce lo ha fatto tenere.

“Il clou per me è stato l’assolo di chitarra. Quell’assolo di chitarra è incredibile. Quando Eddie [Van Halen] è venuto a suonare era nello Studio B al Westlake e io ero nello Studio A con Michael e Quincy, ma sono andato di là quando si stava preparando e riscaldando e me ne sono andato subito. Era così forte, non farei mai subire al mio udito questo tipo di livello di volume! Non ho registrato quell’assolo, ho assunto il suo ingegnere – immaginavo che la sua audizione sarebbe probabilmente un pò sospetta in ogni caso. Ho poi fatto il mix dopo che era stato registrato.

“Riguardo gli amplificatori per il microfono, di solito usavo gli XY o occasionalmente una coppia di Blumlein e lo faccio ancora così. Penso che sia stato un [Neumann] U67 utilizzato sull’amplificatore per Beat It.”

Billie Jean

“Questa traccia era veramente personale – Michael era nella sua casa di Havenhurst e una ragazza scavalcò il muro. Si sdraiò a bordo piscina – naturalmente le guardie di sicurezza la buttarono fuori, ma alla fine citò in giudizio Michael perché diceva fosse il padre di uno dei suoi gemelli. Era abbastanza ridicolo.

“Il basso su questa (traccia) era fantastico – il bassista è Louis Johnson dei Johnson Brothers e l’ho registrato con un DI, che ho ancora – ha un trasformatore UTC e l’ho preso quando vivevo a Chicago e la low-end è incredibile – molto avvolgente.

“La batteria su questa traccia è grande – avevo una parete di gobos attorno alla batteria che aiutava un po’ lo stacco. Avevo un SM57 sul rullante, un RCA 77DX sul piatto, un [Neumann] U67 su ciascuno dei tom e ho usato un Sennheiser sulla grancassa – non ricordo esattamente quale. E poi un paio di U67 per gli overhead (con ‘overhead’ – letteralmente ‘sopra testa’ – si intende tutta quella parte di batteria che si trova sopra alla testa del batterista, ovvero i vari PIATTI – clash, china, ecc., grazie a criticofan per la spiegazione) che davano un suono abbastanza pulito.

“La cosa che spicca per me è che ho registrato tutta la sezione ritmica di Thriller su una piastra di registrazione da 16 tracce e non da 24. Ne avevo usata una da 24 tracce al momento, ma il rumore di fondo era così alto che lo rendeva un po’ complicato, quindi ho lavorato sul 16 tracce, senza riduzione del rumore, per ottenere ciò che volevo. Direttamente sulla macchina senza alcuna riduzione del rumore, il risultato è difficile da battere! Sono arrivato addirittura a farmi portare la console portatile dal suono spettacolare a 12 ingressi del mio amico George Massenburg per registrare la sezione ritmica.

“Il riverbero principale che abbiamo usato era dell’EMT 250. Ne ho ancora uno e lo utilizzo su tutti i miei progetti. Ho anche un EMT 252 con il software 25, che è un riverbero dal suono superbo e uso anche un paio di Lexicons.

“Per gli accordi di Billie Jean puntavo a un vero e proprio suono classico – non un suono pop. Quando avevo iniziato il mio lavoro a Chicago qualche anno prima, avevo registrato l’orchestra sinfonica, quindi so come può essere una grande registrazione orchestrale. Non credo ci siano bassi su quegli accordi, ma erano violino, viola e violoncello ed era assolutamente classico nell’approccio”.

Human Nature

“Questo è un brano scritto da Steve Porcaro dei Toto [con John Bettis]. Lui ha suonato e programmato una buona parte del sintetizzatore. E’ un pezzo di musica davvero incredibile. È così diverso, e Michael lo canta così bene.Non ricordo quali synth sono stati usati, ma quella traccia era davvero facile da mixare perché è così ben concepita. Lui è un musicista fenomenale”

P.Y.T.

“P.Y.T. è stata scritta da James Ingram e Quincy Jones, una grande hit R & B. Abbiamo usato molto il Minimoog – il nostro programmatore di synth che è stato lì tutto il tempo era Michael Boddicker. Lui ha programmato il Minimoog e a quel tempo possedeva il miglior sintetizzatore a livello di suono. C’era una variazione su ogni synth analogico e lui lo teneva molto ben curato. Lo chiamavamo Lily: Lily Tomlin era una grande star a quel tempo e aveva interpretato un personaggio in cui era una centralinista che aveva dei cavi del telefono intorno al collo. Michael Boddicker andava in giro per lo studio con dei cavi intorno al collo, perciò Quincy iniziò a chiamarlo Lily.

“E lui ha avuto una grande parte in PYT – è il programmatore deluxe. Il vocoder era un po’ diverso per un disco pop, ma non ci siamo mai chiesti se fosse la cosa giusta da usare. Quando lavori con il talento e la statura di Michael Jackson e con Quincy Jones nella stanza, queste domande non vengono mai fatte”.

The Lady In My Life

“L’ha scritta Rod Temperton. Rod è molto diverso da chiunque altro io abbia mai conosciuto nel mondo della musica, è il compositore di musica pop più disciplinato che abbia mai incontrato. Quando arriva in studio, ogni dettaglio musicale è scritto o contabilizzato nella mente di Rod. Non si ferma fino a quando non si sente sicuro che la musica su cui stiamo lavorando è in grado di reggersi da sola.
“Rod e Quincy sono due dei veri giganti del settore. Non dimenticherò mai il momento in cui Rod mi chiese di dare un’occhiata a una band chiamata Heatwave, del Regno Unito. Rod stava lavorando con loro e aveva un approccio così americano nel suo suono e nella sua musica anche se è di Grimsby. Lui ha un apprezzamento intrinseco dei valori urbani nella musica popolare – voglio dire, la roba vera del ghetto. C’erano alcuni ragazzi giovani a scrivere canzoni per Michael e non avevano mai incontrato Rod e sentendo la sua musica pensavano fosse “cool”. Ma quando lo incontrarono dissero ‘Rod, pensavo che fossi giovane e nero! Ma sei vecchio! E bianco!… E britannico!'”.

Fonte: www.musicradar.com
Traduzione 4everMJJ MJSFansquare forum